Come convertire i pollici in centimetri

Come convertire i pollici in centimetri

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Una delle unità di misura più utilizzata per le misurazioni in ambito lavorativo tecnico è sicuramente il pollice. Specialmente per quanto riguarda l’elettronica, l’idraulica o il giardinaggio, questa unità di misura di origine anglosassone è diffusa in tutto il mondo tanto da diventare uno standard per alcune tipologie di materiali.

Perché si usano i pollici

I pollici, in inglese inch, servono per misurare piccole distanze, appunto confrontabili con la grandezza delle dita. Il simbolo con cui si indica il pollice è il doppio apice (“) oppure la dicitura in. Esistono molti esempi a noi familiari che utilizzano i pollici al posto dei centimetri, come la dimensione dei monitor e dei televisori, in cui si specifica la grandezza della diagonale per indicare la grandezza del prodotto, oppure la dimensione dei tubi che solitamente si assestano su degli standard come il 1/2″, 3/8″ per l’idraulica, oppure 2″ e 5″ per impianti di gas e scarichi. Alcuni wargame, ossia giochi da tavolo con le miniature, utilizzano la misurazione in pollici per le distanze, perché spesso sono di origini inglesi o americane.

Convertire pollici in centimetri e viceversa

Il pollice vale circa 2,54 cm, e la conversione quindi risulta molto semplice. Quando sentiamo che uno smartphone ha lo schermo da 5,5 pollici e vogliamo capire a quanti centimetri corrisponde, ci basta fare una semplice moltiplicazione: 5,5″ x 2,54 = 13,97 cm. Questo numero indica la diagonale, come abbiamo detto prima.

Al contrario, se invece abbiamo una grandezza in centimetri e vogliamo convertirla in pollici, dobbiamo fare una divisione. Ad esempio, se la nostra scrivania ha un vano per il monitor del computer di 65 cm di diagonale e vogliamo capire qual’è la dimensione massima da prendere, basta fare 65 cm/ 2,54 = 25,59″. Potremmo quindi scegliere al massimo un 24″ (difficilmente si trova in commercio un 25,5″), ma non un 26″.

Dove si usa il pollice?

Anche se principalmente viene utilizzata nei paesi anglosassoni ed è molto diffusa in tutta l’America, questa unità non compare nel Sistema Metrico Internazionale, che preferisce il metro e i suoi multipli e sottomultipli. Comunque sia, si è stabilizzata come standard in alcuni ambiti, come già detto e quindi si continua ad utilizzare.

Perché si chiamano pollici?

Un pollice corrisponde a circa 2,54 cm che è appunto la misura della larghezza del pollice di un uomo adulto. Il nome di questa unità di misura deriva dalla necessità di determinare delle dimensioni quando non c’erano degli strumenti a disposizione. I pollici infatti sono la base di un sistema che prende spunto dalle parti del corpo. I multipli del pollice sono il palmo, la spanna (allargando la mano, la distanza tra la punta del pollice e quella del mignolo), il piede, il gomito (o cubito), il braccio. Gli altri multipli non riguardano il corpo, ma sono la catena, il miglio e la lega.

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