Come lavorare da casa con un bambino piccolo

Come lavorare da casa con un bambino piccolo

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Le mamme che hanno un bambino piccolo possono lavorare da casa con successo senza compromettere la propria produttività?

La risposta è affermativa, ma di certo è necessaria un po’ di organizzazione: il che vuol dire, almeno per qualche tempo, mettere in conto la possibilità di lavorare anche in orari non consueti, di sera o addirittura di notte, quando il bimbo si riposa e, quindi, non disturba. Insomma, la ricetta segreta per essere mamme e lavorare da casa al tempo stesso prevede tanta buona volontà, la capacità di gestire il proprio tempo e, soprattutto, la disponibilità a dormire un po’ meno del solito.

Ma come si fa a non compromettere né sacrificare le proprie performance? Un trucco potrebbe essere quello di coinvolgere il proprio figlio, chiedendogli di essere il più possibile paziente. Certo, non è raro che la presenza del piccolo costituisca un vero e proprio disturbo, ma con un po’ di abitudine – e altrettanta fatica – si diventa capaci di mettere ogni tassello del puzzle al proprio posto. Fondamentale, ovviamente, è l’aiuto dei parenti, degli amici e dei vicini di casa, a cui si potrebbe chiedere di tenere il bimbo per un po’ di tempo: magari non per un pomeriggio intero, ma anche solo per un’ora, il tempo necessario a portare a termine quel compito che richiede la massima concentrazione e che non ammette distrazioni.

Molto importante, per altro, è separare il momento della cura del bambino e del gioco con quello del lavoro: nel caso in cui le due fasi dovessero mescolarsi e confondersi, i risultati potrebbero essere addirittura tragici. Il bimbo, infatti, potrebbe sentirsi poco curato e vorrebbe maggiori attenzioni; il lavoro, d’altro canto, potrebbe essere eseguito in modo non corretto. Il pericolo, dunque, è che un’esperienza del genere divenga frustrante da entrambi i punti di vista.

Uno dei trucchi per lavorare da casa con un bambino piccolo, pertanto, è privilegiare due ore di full immersion durante le quali ci si dedica in modo esclusivo e intensivo al lavoro piuttosto che ritagli di tempo sparsi qua e là nel corso della giornata, che sarebbero ben poco fruttuosi e, in più, impedirebbero di staccare – metaforicamente – la spina perché determinerebbero una situazione di tensione costante.

Anche se si lavora nel proprio appartamento, magari in tuta o addirittura in pigiama, è fondamentale la disciplina: bisogna stabilire delle regole che valgano sia per il bambino che per sé stesse, mentre dovrebbe essere messo al bando qualsiasi tipo di improvvisazione. Non si può fare a meno di individuare dei tempi e degli spazi specifici per la vita privata, e quindi per il bambino, e dei tempi e degli spazi specifici per il lavoro.

Quando si lavora, per esempio, il cellulare privato deve essere spento, le chat dello smartphone devono essere chiuse e Facebook sul computer non può essere aperto. Viceversa, quando si è insieme al piccolo ci si può sentire più libere. In sintesi, il trucco sta nel sapere organizzare ogni ora della giornata, possibilmente in anticipo, con una pianificazione accurata, magari in forma di tabella.

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