Come pagare la Tari con il modello F24

Come pagare la Tari con il modello F24

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Il Comune di Cilavegna, paese in provincia di Pavia, ha scelto di rinunciare a un introito di circa 2.300 euro proveniente dal gettito Tari. La cifra, infatti, si riferisce all’ammontare delle risorse provenienti dal pagamento di circa 20 famiglie in difficoltà economiche. Il Comune ha stabilito che questi nuclei familiari saranno esentati dal pagamento della tassa sui rifiuti.

Ma cos’è la Tari?

La Tari è comunemente nota con il nome di Tassa Rifiuti (di cui tari è proprio l’acronimo). È stata introdotta dalla Legge di stabilità del 2014 in sostituzione della vecchia Tares. È tenuto a pagarla chiunque sia in possesso o detenga – a qualsiasi titolo – locali o aree scoperte, adibiti a usi di natura diversa, capaci di produrre rifiuti urbani. Va, quindi, versata al Comune dai proprietari o dagli inquilini degli immobili residenziali. In caso di proprietà o di detentori plurimi, la tassa va pagata in solido. Se la detenzione dell’immobile o dell’area scoperta non supera i sei mesi, ed è quindi temporanea, invece, a pagare la Tari sarà esclusivamente il proprietario dei locali o dell’area a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.

Anche multiproprietà e centri commerciali sono soggetti al pagamento della Tari?

, la Tassa Rifiuti interessa anche locali in multiproprietà e centri commerciali integrati. Il pagamento è in capo al soggetto che gestisce i servizi comuni che diventa responsabile del versamento della Tari dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori. Tutto ciò, però, fermo restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

Cosa cambia nel 2016?

Con la legge di Stabilità del 2016 le tasse come TariTasi e Imu hanno subito, con aggiornamenti normativi, alcune modifiche che hanno portato a importanti novità. In particolare, come detto, la Tassa sui Rifiuti resta obbligatoria per chiunque utilizzi un immobile a qualsiasi titolo. L’IMU, invece, va pagata anche sulla prima casa di lusso, seconda casa e altri immobili. La Tasi, infine, p il tributo sui servizi indivisibili forniti (dalla manutenzione delle strade all’illuminazione stradale, dalla manutenzione e gestione di giardini, asili e scuole, parchi). Chi la paga? Il proprietario dell’immobile. Uniche eccezioni, come previsto proprio dalla legge di Stabilità 2016, sulla prima casa se non di lusso e affittuari che locano un immobile adibendolo ad abitazione principale. Quindi, l’inquilino di abitazioni non di lusso non sarà tenuto più al pagamento della quota precedentemente a suo carico. È in corso di verifica se l’esenzione prevista per la Tasi 2016 possa essere riconosciuta anche agli immobili concessi a uso gratuito ai figli con reddito Isee inferiore a 15.000 euro e gli immobili prima casa posseduti da italiani residenti all’estero.

Codice tributo Tari per il modello F24

Per il pagamento della Tassa rifiuti è possibile ricorrere al modello F24, anche a quello semplificato. Nella compilazione, come ricorda il pratico manuale on line guidafisco.it, è bene fare attenzione ai codici, in particolare al codice tributo 3944, quelli che indica proprio il pagamento della Tari. Entro la data di scadenza prevista per il pagamento della tassa, i contribuenti potranno utilizzare uno dei diversi modelli F24 (semplificatopdfeditabile) e compilarlo secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa, potranno utilizzare il bollettino ricevuto dal Comune. I privati, come visto, dovranno utilizzare il codice tributo 3944 che identifica la causale del versamento per la Tari (e Tares), per il ravvedimento operoso Tari va utilizzato il 3945 codice tributo Tari (e Tares) valido per il versamento degli interessi e 3946 codice tributo Tari (e Tares) per il versamento delle sanzioni. Per i contribuenti il cui Comune di residenza abbia adottato tariffa diversa dalla Tari ve usato il codice tributo 3950. Ai fini di ravvedimento operoso tariffa va usato il codice tributo 3951 in caso di versamento interessi e 3952 tariffa per le sanzioni.

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