Cosa fare se ti punge una tracina o pesce ragno

Cosa fare se ti punge una tracina o pesce ragno

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Sole, mare e divertimento: l’estate è proprio questo nell’immaginario di noi tutti. Ma per rovinare questo bel sogno basta davvero poco, come ad esempio pestare una tracina.

Chi conosce questo pesce sa già di cosa stiamo parlando, e di quanto sia pericoloso e fastidioso essere punti dalle spine di questo animale. Anche se è al pari delle meduse per diffusione, la puntura della tracina ha un effetto molto più lungo e doloroso.

tracina nascosta nella sabbia
Tracina nascosta nella sabbia

Pericolo punture di tracina: ecco come contrastarle e prevenirle

Col nome di pesce ragno, o più comunemente tracina, si indicano 9 specie di pesci che vivono nei nostri mari, tutti caratterizzati da una pinna dorsale veramente pericolosa. Infatti possiede 5 o 6 spine cave collegate ad una ghiandola che secerne veleno. Quando un predatore, o uno sfortunato bagnante, entra in contatto con queste punte, il veleno iniettato produce dolore e irritazione.

Non è un veleno mortale per l’uomo, ma causa gonfiore e dolore, fino ad espandersi su tutto l’arto e può provocare anche nausea, vomito e tremori.

Il corpo cilindrico, leggermente schiacciato sul ventre, il colore che spesso si confonde con il fondale, le dimensioni che solitamente sono di circa 15-20 cm, rendono questo pesce difficile da distinguere e quindi da evitare. Per questo il rischio di essere punti è veramente alto.

scarpe da mare
Scarpe adatte per il mare

Occorre quindi stare molto attenti a dove si mettono i piedi e informarsi se sono stati avvistati questi pesci prima di arrischiare un tuffo. Soprattutto vanno evitati i fondali sabbiosi, poiché proprio li si nascondono per tendere imboscate ai piccoli crostacei di cui si cibano. Sicuramente è bene indossare delle scarpe da mare, come quelle che si usano per andare sugli scogli o tra i coralli.

Rimedi naturali per la puntura di tracina

Prima che il dolore investa tutto l’arto, conviene intervenire velocemente con una soluzione di ammoniaca che può lenire il dolore e attenuare l’infiammazione. Anche l’aceto, diluito con acqua, può essere utile.

La soluzione migliore sicuramente è quella di lavare subito la parte con acqua dolce e poi immergerla in acqua molto calda, perché la tossina viene distrutta dalle alte temperature. Anche immergere la parte nella sabbia calda, per una mezz’ora può servire a questo scopo.

Il ghiaccio invece è sconsigliato perché non avrebbe nessun effetto sul veleno e da solo un momentaneo sollievo sul bruciore.

Infine conviene sempre consultare un un medico che andrà a valutare se prescrivere una pomata al cortisone e un’antitetanica per scongiurare eventuali altri rischi.

 

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